L'ipertensione arteriosa (IA) è definita come l'aumento persistente della pressione sanguigna nelle arterie sistemiche a valori superiori a 140/90 mmHg. È la malattia cronica più prevalente nei paesi industrializzati: in Italia colpisce il 33% della popolazione adulta, con un tasso che sale al 65-70% negli over 65. Nonostante la sua elevata prevalenza, l'ipertensione arteriosa rimane sotto-diagnosticata e sotto-trattata, con molti pazienti che ignorano di averla.

Cause dell'ipertensione arteriosa

Le cause dell'ipertensione arteriosa si distinguono in primarie e secondarie:

Ipertensione arteriosa primaria (essenziale)

Rappresenta il 90-95% di tutti i casi di ipertensione arteriosa. Non ha una causa identificabile singola, ma è il risultato di una complessa interazione tra fattori genetici e ambientali:

  • Genetica: la familiarità per ipertensione aumenta il rischio del 35-50%. Polimorfismi genetici nei geni che regolano il sistema renina-angiotensina, i canali del sodio e i recettori adrenergici contribuiscono alla predisposizione.
  • Stile di vita: dieta ricca di sodio, sedentarietà, sovrappeso, fumo, consumo eccessivo di alcol.
  • Fattori neuroormonali: iperattivazione del sistema nervoso simpatico e del sistema renina-angiotensina-aldosterone.
  • Infiammazione cronica: la microinfiammazione sistemica causa disfunzione endoteliale e irrigidimento arterioso progressivo.

Ipertensione arteriosa secondaria

Rappresenta il 5-10% dei casi. Le cause più frequenti sono:

  • Malattia renale cronica (nefropatia ipertensiva, stenosi dell'arteria renale).
  • Iperaldosteronismo primario (adenoma surrenalico — causa più comune di ipertensione secondaria).
  • Sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS).
  • Feocromocitoma (tumore della ghiandola surrenale che produce catecolamine).
  • Ipotiroidismo o ipertiroidismo.
  • Farmaci: contraccettivi orali, FANS, decongestionanti, corticosteroidi, immunosoppressori.

Diagnosi dell'ipertensione arteriosa

La diagnosi di ipertensione arteriosa si basa su:

  • Almeno 2-3 misurazioni della pressione in 2 visite separate, con valori sistematicamente ≥ 140/90 mmHg.
  • Esclusione dell'ipertensione "da camice bianco" con MAPA (monitoraggio ambulatoriale della pressione arteriosa delle 24 ore) o auto-misurazione domiciliare.
  • Esami di laboratorio: creatinina e GFR, elettroliti, glicemia, lipidemia, esame delle urine.
  • ECG (per rilevare ipertrofia ventricolare sinistra e aritmie).
  • Ecocardiogramma (nei casi con sospetto danno cardiaco).
  • Esame del fondo oculare (per la retinopatia ipertensiva).

Terapie per l'ipertensione arteriosa

Terapia non farmacologica

Le linee guida ESC/ESH 2023 raccomandano le modifiche dello stile di vita come primo passo nel trattamento dell'ipertensione arteriosa di grado 1 a basso-moderato rischio cardiovascolare. Le misure con maggiore impatto sulla pressione:

  • Riduzione del sodio: -4 a -5 mmHg sistolica.
  • Dieta DASH: -8 a -14 mmHg sistolica.
  • Esercizio fisico aerobico regolare: -5 a -8 mmHg sistolica.
  • Perdita di peso: -1 mmHg per ogni kg perso.
  • Riduzione dell'alcol: -2 a -4 mmHg sistolica.
  • Cessazione del fumo: effetto variabile, ma fondamentale per il rischio cardiovascolare globale.

Integrazione naturale per l'ipertensione arteriosa

Per i pazienti con ipertensione arteriosa di grado 1 (140-159/90-99 mmHg) che preferiscono evitare i farmaci, le Tonerin capsule offrono un'alternativa efficace basata sull'estratto di foglie d'olivo. Studi clinici hanno dimostrato che l'oleuropeina riduce la pressione sistolica di 11,5 mmHg e la diastolica di 4,8 mmHg in 8 settimane, effetti comparabili a quelli di alcuni farmaci antiipertensivi di prima linea per l'ipertensione arteriosa lieve.

Terapia farmacologica dell'ipertensione arteriosa

Per l'ipertensione arteriosa di grado 2-3 o di grado 1 con alto rischio cardiovascolare, la terapia farmacologica è necessaria. Le linee guida ESC/ESH 2023 raccomandano di iniziare con una combinazione di due farmaci di classi diverse (preferibilmente in un'unica compressa) per migliorare l'aderenza terapeutica. Le combinazioni più raccomandate sono: ACE-inibitore o sartano + calcio-antagonista; o ACE-inibitore o sartano + diuretico tiazidico.

Monitoraggio dell'ipertensione arteriosa a lungo termine

Il controllo dell'ipertensione arteriosa è un impegno a vita. I pazienti in terapia devono:

  • Misurare la pressione a domicilio almeno 2 volte alla settimana.
  • Effettuare controlli medici ogni 3-6 mesi inizialmente, poi annualmente se i valori sono stabili.
  • Eseguire annualmente esami del sangue e urine di controllo.
  • Non interrompere mai autonomamente la terapia anche in presenza di valori normali.

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